Miseria del presente e ricchezza del possibile

Queste poche considerazioni non possono che aprirsi con un sincero ringraziamento a tutti quelli che mi hanno sostenuta e incoraggiata dal momento travagliato della candidatura fino alla conclusione della campagna elettorale, la mia famiglia tra questi.
Le ragioni di una sconfitta così inappellabile sono attribuibili in gran parte a noi: siamo stati percepiti come un “residuo” e residuale è stato il riscontro elettorale. In misura differente ha giocato lo smottamento radicale del quadro politico (la fine della lunga transizione apertasi con il crollo del sistema politico nei primi anni ’90) ed il ruolo assunto dal Partito Democratico.
La mancata rappresentanza politica della Sinistra in Parlamento, però, non fa venire meno le ragioni di una riflessione su cosa significhi “essere di sinistra” dopo il Novecento, in Europa.
Si tratta di un tema ineludibile che non coinvolge solo la Sinistra cosiddetta “radicale” o “antagonista” (come amano definirla i giornali) ma chiunque si dica di sinistra, di centro sinistra o semplicemente progressista e nomini il tema della solidarietà, della libertà e dell’uguaglianza.
Questo è infatti il primo punto di riflessione: qual è lo spazio politico che ci proponiamo di occupare. Io credo che la sfida sia la definizione della sinistra senza aggettivi. È per questo che la discussione non può coinvolgere solo noi, ovvero le forze politiche che si sono riconosciute nella Sinistra l’Arcobaleno, ma deve coinvolgere anche altri: quelli che hanno preferito non votare, quelli che hanno cercato una rappresentanza o un voto utile nel PD, quelli che tutti i giorni praticano la propria scelta di parte nel mondo della cooperazione sociale, nell’associazionismo cattolico e laico, nella professione o nel lavoro che svolgono a prescindere dall’espressione di voto (l’abbiamo chiamata molte volte sinistra sociale). La mancata rappresentanza parlamentare della Sinistra “radicale”, infatti, non riserva conseguenze solo per noi, ma è destinata a provocare una serie di ripercussioni su tutte le forze politiche che si dicono o che guardano a sinistra. Proprio perché la sinistra sociale non è scomparsa qualcuno, in uno modo o nell’altro, proverà a farsene portavoce. Il profilo del Partito Democratico potrebbe non rimanere immobile alla luce del risultato elettorale e con la difficoltà di conquistare consensi al centro. Non possiamo permetterci di aspettare e guardare solo a “quel che resta”.
Dunque la sfida è di ordine programmatico, avendo a che fare con la lettura dei processi sociali cui abbiamo sempre guardato nel mondo del lavoro, delle culture giovanili, dell’associazionismo. Un supplemento d’indagine in questo caso s’impone per comprendere perchè, per esempio, la forza politica che con più vigore ha denunciato la gabbia della precarietà non è risultata credibile agli occhi di migliaia di giovani che si arrabattano nel mercato del lavoro. Forse non è solo il prezzo pagato all’inefficacia del Governo Prodi ma la non comprensione delle strategie di vita e dalle speranze di tanti che, pure dentro l’orizzonte basso e asfittico della precarietà, provano a darsi una possibilità, una via per realizzarsi, una speranza e un senso spesso individuale, a volte collettivo e sfuggono alla rappresentazione, un po’ sfigata, del precario “bamboccione”.

Noi, quelli di Rifondazione, abbiamo fatto tanto quando, con generosità, abbiamo dichiarato la nostra non-autosufficienza rispetto alle spinte dei movimenti dei primi anni Duemila, aprendoci a nuovi linguaggi e ad altre rappresentazioni del mondo. Forte potrebbe essere la tentazione, in un momento così difficile, di fare ritorno a quella casa che con generosità e orgoglio noi tutti abbiamo contribuito a costruire. Quella casa, però, è cambiata insieme a noi e rischieremmo di non trovarla più come l’abbiamo lasciata. Il modo migliore per rimanere fedeli all’esperienza di Rifondazione (il primo e l’unico partito per tanti della mia generazione) è probabilmente quello di mettere a disposzione la nostra storia per la costruzione di una Sinistra capace di suscitare di nuovo speranza.