Milano smart city e il prossimo governo della Lombardia

Intervento di Cristina Tajani su Corriere della Sera Milano

del 31/12/2012

Le imminenti elezioni in Lombardia potrebbero imprimere un salto di qualità anche alle politiche per Milano smart city. La ridefinizione dei rapporti tra regione e metropoli è già in corso e riguarda anzitutto il modo in cui entrambe «vanno» in Europa. Identificando nelle città il perno per le politiche innovative dei prossimi decenni, l’Unione europea ha indirizzato risorse ingenti verso quelle aree metropolitane che si dimostrino capaci di coniugare tecnologia, risparmio energetico ed efficienza della pubblica amministrazione. Nel suo programma per il governo della Lombardia, Ambrosoli interviene su questi punti ponendo l’accento sulla crisi economica e sul modo per uscirne, «correggendo il tiro» nel finalizzare i fondi comunitari a misure per la crescita che vedano in rete risorse, istituzioni e progetti.

Milano ha maturato su questo un’esperienza da mettere a disposizione di un rinnovato dialogo tra città e regione, nella consapevolezza che entrambe vanno incontro a trasformazioni di non poco conto. Da un lato lo stentato processo legislativo sulle aree metropolitane; dall’altro la riflessione sulle macroregioni, che assume nuovo spessore (anche il Rettore del Politecnico di Milano, Giovanni Azzone, ne ha parlato celebrando i centocinquant’anni dell’Ateneo). Milano sembra stretta nei suoi confini, mentre la regione «reale» – i flussi di merci, saperi, dati che la attraversano – sfonda in più punti la regione «legale».
Passi verso un assetto più cooperativo sono stati compiuti da Milano attraverso un protocollo sottoscritto con Torino e Genova sui temi smart. La nostra città ha dimostrato la capacità di attrarre risorse, aggiudicandosi il co-finanziamento europeo di quattro progetti (su sei presentanti) nel campo energetico, nel trasporto locale, nella logistica urbana. La trasformazione in Smart City non si è però limitata ai bandi: penso all’aggiornamento del Piano di azione per l’energia e il clima, al Piano urbano della mobilità sostenibile, all’approvazione di un PGT più attento alla sostenibilità urbana, ad Area C, al potenziamento della rete Wi-Fi e a Open Data.
La politica ha la responsabilità di definire democraticamente le priorità, i fini; ma il raggiungimento degli obiettivi richiede il gioco cooperativo di molti attori (università, imprese e partners tecnologici) che non sono «tradizionalmente» portati a parlarsi. Palazzo Marino e Palazzo Lombardia sono i due perni amministrativi per coordinare gli attori e riavviare un ciclo di sviluppo di quest’area. Una sintonia di vedute tra i due enti permetterebbe sinergie anche su questi temi.