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Associazione per i diritti sociali e di cittadinanza |
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Scritto da Cristina Tajani
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Mercoledì 03 Marzo 2010 19:10 |
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E' on-line il sito della neo-costituita Associazione per i diritti sociali e di cittadinanza affiliata al CRS.
Il fine dell'associazione è quello di promuovere lo studio interdisciplinare e la predisposizione di proposte sui temi del lavoro e della cittadinanza, secondo i dettami della Costituzione.
Sul sito è possibile scaricare il documento dell'Associazione sul disegno di legge 1167-Senato che intende riformare il processo del lavoro.
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Comitato scientifico di SEL |
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Scritto da Cristina Tajani
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Sabato 02 Gennaio 2010 21:02 |
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Ecco i componenti del comitato scientifico di Sinistra Ecologia e Libertà di cui faccio parte.
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Con il futuro alle spalle... verso lo sciopero dell'università del 14 novembre |
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Scritto da Cristina Tajani
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Sabato 01 Novembre 2008 00:00 |
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Con la l.133/2008 i giovani ricercatori italiani il futuro se lo sono lasciato alle spalle. Notava Giudo Barbujani su Il Sole24Ore qualche settimana fa, che i dottorandi, cioè laureati che lavorano a tempo pieno a progetti scientifici che li porteranno al raggiungimento del più alto titolo universitario, guadagnano oggi l'equivalente di un chilo di pane all'ora, ovvero quanto, secondo i cronisti dell'epoca, i contadini bergamaschi non erano più disposti ad accettare nell'Italia immiserita del 1946. Si tratta circa dello stesso stipendio (poco più di 1000 euro mensili) che guadagnano i ricercatori, vincitori di concorso a tempo indeterminato, dopo un periodo di precariato che si aggira intorno ai 6-8 anni. L'Italia è al penultimo posto tra i paesi europei per investimenti in ricerca universitaria (0,9% del Pil). Già troppo per la coppia Tremonti-Gelmini che ha deciso di tagliare ulteriormente i trasferimenti dello Stato alle Università pubbliche. Inoltre, a fronte dei pensionamenti massicci previsti nei prossimi anni, verrà assunto un solo nuovo ricercatore per ogni 5 pensionati. Sembra che il disegno del Governo vada nella direzione deliberata di sottrarre i mezzi minimi per il funzionamento delle Università (e delle scuole) e di incentivare la fuga dei giovani cervelli. Un paese che si lascia il futuro alle spalle: che paese è?! |
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Un giorno di scuola con Vittorio Foa |
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Scritto da Cristina Tajani
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Lunedì 20 Ottobre 2008 00:00 |
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La prima (e credo l’ultima) volta che ho incontrato Vittorio Foa ero al Liceo, a Molfetta. La scuola aveva organizzato un’iniziativa sulla Costituzione per gli studenti, al cinema Odeon, ed io mi ero disposta all’evento con serietà, immaginando di partecipare ad un’iniziativa, magari interessante, ma un po’ imbalsamata e conformista come spesso sono gli eventi che dovrebbero raccontare la storia recente della nostra Repubblica ai ragazzi. Ovviamente, prima di quel momento, non avevo idea di chi fosse Vittorio Foa. Rimasi folgorata dall’incontro con quella persona. Da allora non ho mai smesso di leggere e ascoltare i suoi interventi. Era la prima volta che una persona anziana – fatta eccezione per mio nonno – e di tale autorevolezza si rivolgeva a noi ragazzi con tanta fiducia e con nessuna postura didascalica. Quell’incontro mi ha trasmesso il senso della connessione tra la politica e la speranza, parola che raramente ha cittadinanza nel lessico politico della sinistra. E la fiducia nelle giovani generazioni, fuori da ogni luogo comune sul "disimpegno dei giovani di oggi". |
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