Intervista a Terra

19 agosto 2011
di Giorgio Mottola

INTERVISTA. L’assessore allo Sviluppo economico della giunta Pisapia, Cristina Tajani, critica la norma che impone di cedere i servizi locali: «Per fare cassa si perde di vista l’interesse dei cittadini».

Cristina Tajani, lei è assessore allo Sviluppo economico nella giunta Pisapia a Milano, che cosa ne pensa della norma che impone ai Comuni di privatizzare i servizi pubblici locali?
Bisogna fare una distinzione tra muncipalizzata e municipalizzata. Non tutte le partecipazioni dei Comuni in società che fanno servizi possono essere considerate allo stesso modo.

Vale a dire?
Noi dobbiamo concentrarci sulle utilities che riguardano direttamente i servizi essenziali. Non possiamo mettere sullo stesso piano la gestione di un’autostrada come la Milano Serravalle e un’azienda come l’A2a, che si occupa di energia.

In che modo ci si comporta?
Nel secondo caso, bisogna assolutamente salvaguardare la proprietà pubblica. Nel primo credo che si possa invece aprire un discorso sull’utilità della partecipazione di un Comune, qualora non si tratti di servizi essenziali.

E nel caso delle aziende municipali di gestione dei rifiuti e dei trasporti pubblici?
Si tratta di servizi pubblici che offrono utilità pubblica. Pensare di privatizzarli costituisce un errore sia di merito che di metodo. Di merito perché, la privatizzazione discende da una concezione tutta liberista della società, secondo cui la gestione delle cose pubbliche deve essere tolta dalle mani dello Stato. Ma questo sarebbe un punto di vista discutibile, non sbagliato di principio. Il fatto è che a ciò si accompagna l’errore di metodo. Il testo del decreto ha l’unico obiettivo di fare cassa. È stato scritto con una fretta eccessiva che porta a vendere opere di utilità sociale. E poi c’è un paradosso.

Sarebbe?
Sebbene la scelta derivi da un visione liberista, con la privatizzazione tutto si ottiene fuorché l’aumento della concorrenza. Se infatti vengono assegnata ai privati la gestione di settori in cui la concorrenza non può esistere, come quella del trasporto pubblico, si costituiscono di fatto dei monopoli privati.

L’opposizione di centrosinistra sembra però d’accordo con il governo su questo argomento.
Se l’opposizione si comporta così, è evidente che incorre nello stesso errore di merito e di metodo della destra. La partecipazione dei Comuni in società come quella dei trasporti e dei rifiuti è importante ed è una cosa che ha senso per il bene dei cittadini, sono settori strategici. Anche i liberisti dovrebbero riflettere su questo punto. Lo ripeto, sono settori in cui non ci può essere concorrenza.

Se il governo imponesse al Comune di Milano di vendere la società municipale di raccolta rifiuti e di trasporti, in che modo vi comportereste?
Vediamo prima come va a finire la partita parlamentare, spero che il testo possa essere modificato. Noi siamo assolutamente contrari e proveremo in tutti i modi ad opporci.