Intervista con l’agenzia di stampa DIRE

La potrebbero chiamare l’Anti-Colaninno, anche se Cristina Tajani è una bocconiana di ferro. E il PD, lei, preferisce combatterlo «sui contenuti, non sulle polemiche personali». In particolare, dice, «Veltroni fa bene a candidare i giovani come la Picierno e Colaninno. Sbaglia invece a pensare che 1000 euro risolvono i problemi dei precari».
La candidata che sfiderà Matteo Colaninno nella circoscrizione di Lombardia 1 (lei e’ tra gli eletti sicuri ma non capolista) è una «precaria per antonomasia», dice.

Ricercatrice alla Statale in Sociologia del lavoro, a 29 anni ha alle spalle un libro (Precariopoli. Parole e pratiche delle nuove lotte del lavoro e molti articoli su riviste scientifiche). «Sono laureata alla Bocconi, con una tesi in economia politica sul fordismo – sottolinea – ma sono di sinistra al 100 per cento. Se studi con Giorgio Lunghini e Michele Salvati puoi laurearti alla Bocconi ed essere di sinistra», precisa. Spaventata dalla sfida con Colaninno? «Per niente, anzi sono contenta di trovare candidati tanti coetanei. Veltroni fa bene a investire sui giovani, anche noi stiamo rompendo gli argini da questo punto di vista».

Insomma se per Veltroni la precarietà è un’ossessione, per Tajani non è da meno. Anche se sui contenuti le differenze sono evidenti. «Io mi candido per dare voce alle donne e ai precari in particolare. Veltroni e Colaninno propongono di innalzare a 1000 euro il compenso dei contratti di collaborazione. Dimenticano che il problema principale, per i precari, e’ la continuità dell’impiego. E quello puoi risolverlo solo se pensi ad un sostegno, come il salario sociale, che copra i periodi di inattività».

Piccolina, bruna, appassionata di cinema e Doestoevskj, vive con il suo compagno e coltiva il progetto («a breve spero») di un figlio. La Tajani non concede nulla all’immagine della giovane alla moda. «Il mio mito è Claudio Napoleoni (economista marxista, ndr) – dice sorridendo – non credo di avere tanti compagni in questo senso. Ma penso invece di rappresentare la condizione di tante donne. Da precarie siamo meno pagate degli uomini, siamo quelle contrattualizzate peggio e che incontrano più difficoltà a stabilizzare il rapporto di lavoro. Donna e precario sembrano quasi un sinonimo».

Per il suo approdo in Parlamento, la Tajani ha già pronta la prima proposta di legge. «Per migliorare la condizione dei giovani ricercatori europei. Siamo i più maltrattati d’Europa». Parola di un’economista, a meno di 1000 euro al mese.

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