Cristina Tajani. La «new entry» precaria che ha studiato con Ichino

Ha 29 anni, milanese d’adozione ma pugliese di Terlizzi – il paese natio anche di Vendola – Cristina Tajani è un’allieva di Michele Salvati e uno dei (pochi) volti nuovi di Rifondazione. Laureata alla Bocconi, dottorato e assegno di ricerca annuale alla Statale di Milano nel dipartimento di studi del lavoro e del welfare di Pietro Ichino. «Sono stata iscritta a Rifondazione negli anni ’90 ma la proposta di candidatura è arrivata inaspettata e ci ho pensato molto prima di accettare», racconta un po’ emozionata la giovane ricercatrice.

Lavora al centro studi della Cgil di Milano, dove è un’esperta sulla contrattazione di secondo livello. Sul «che fare» ha le idee chiare: «Dobbiamo insistere sui contenuti e contrapporre al Pd proposte serie e credibili sul precariato. Non basta dire che vogliamo abolire la legge 30 ci sono passaggi intermedi che si possono fare subito». Per esempio? «Garantire una continuità di reddito tra un lavoro e l’altro. E’ la proposta di salario sociale contenuta nel nostro programma». E il governo Prodi? «Mi dispiace sia caduto. Ma sulla ricerca poteva fare di più».

Il Manifesto – Sabato 1 marzo 2008

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