Da Milano all’Europa e ritorno: orizzonte 2020

Per il « CORRIERE DELLA SERA», 4 gennaio 2014

IL SISTEMA DELLA RICERCA, LE RISORSE PER LO SVILUPPO
DA MILANO ALL’EUROPA E RITORNO: ORIZZONTE 2020

di CRISTINA TAJANI

Esattamente un anno fa i Rettori di Politecnico, Statale e Bocconi pubblicavano sul «Corriere» un intervento intitolato Milano porta del mondo per un’Italia competitiva, in cui scrivevano: «Occorre passare dal meccanismo attuale, in cui vi sono numerosi punti di eccellenza abituati a lavorare in modo indipendente nel proprio settore, a un maggior grado di cooperazione tra istituzioni».

Più recentemente, il «Corriere» ha raccontato iniziative il cui comune denominatore è la connessione tra istituti di ricerca, sistema imprenditoriale e azione amministrativa. Penso ai cinquanta progetti di Assolombarda («se non vola Milano non vola l’Italia»); alla straordinaria partecipazione dei milanesi a La notte del ricercatore, che ha visto insieme Comune, Regione, università e Fondazione Cariplo; o ancora alla presentazione, presso l’Urban center, del rapporto Ricerca scientifica: Milano chiama Europa che ha descritto un sistema lombardo capace di recepire il doppio dei finanziamenti europei rispetto alla media nazionale. Non è una vocazione nuova per Milano, il cui tessuto civile ha sempre espresso, in relativa autonomia, soluzioni poi recepite o assecondate dalle politiche pubbliche.

Per misurare l’interesse della città a non «spostare» altrove l’accento del dibattito, basta guardare agli 80 miliardi di euro che, tra 2014 e 2020, l’Unione Europea stanzierà per ricerca, innovazione e occupazione attraverso Horizon 2020. Nel mezzo della crisi più lunga degli ultimi sessant’anni, non è sufficiente la fiducia nelle risorse endogene del tessuto economico, per quanto dinamico esso sia in una città in cui la disoccupazione si attesta intorno al 7,7 percento a fronte di una media europea del 12,1. Si tratta allora di «reinventare la tradizione», rinnovando il catalogo delle misure per lo sviluppo grazie alla collaborazione tra istituzioni.

Per il 2014, stiamo lavorando a diversi progetti sui quali è fondamentale il coinvolgimento della comunità scientifica milanese; ne cito tre. Il successo conseguito da Milano nel bando Smart City del MIUR ha premiato – con dieci progetti collocati in testa alla graduatoria – la triangolazione tra università, sistema d’impresa e Comune. Oggi, grazie a un finanziamento di 5 milioni di euro del Ministero dello sviluppo economico, siamo nelle condizioni di avviare Smart City Lab, il primo laboratorio dedicato alle tecnologie smart per sostenibilità e conversione energetica. Il protagonismo delle università sarà fondamentale per dispiegarne appieno le potenzialità.

Secondo: è giunto il momento che Milano ospiti un luogo stabile di coordinamento sulla ricerca biomedica, e abbiamo già avviato le interlocuzioni perchè ciò avvenga.

Infine: investiremo ancora e di più, complice il traguardo di Expo, su un programma di divulgazione e coinvolgimento della cittadinanza verso i grandi temi scientifici e tecnologici. Non si tratta di calare iniziative dall’alto, ma di fare tutto il possibile per sorprenderci ancora, valorizzando quanto la società milanese è in grado di proporre, al più alto livello.

* Assessore allo sviluppo economico, lavoro, università e ricerca del Comune di Milano

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